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Sistema botanico, vegetazionale e faunistico

La figura seguente rappresenta un estratto del PPTR – Componenti botanico vegetazionali della zona di Pulsano in scala 1:50.000.

Estratto del PPTR – Componenti botanico vegetazionali (scala 1:50.000).

Il territorio di Pulsano è fortemente antropizzato; nella zona ad est del centro abitato, è situata un’area pianeggiante non sottoposta ad alcun vincolo intensamente coltivata per lo più a seminativo e ortaggi. L’unica significativa presenza vegetazionale è costituita dalle zone pinetate della fascia costiera, con particolare riferimento a quelle del cosiddetto Bosco Caggioni, formato essenzialmente da pini d’Aleppo e situato nell’omonima contrada della Marina di Pulsano.

L’area litorale del comprensorio di Pulsano, con una profondità di circa 300 m a partire dalla costa, può essere suddivisa in due zone distinte tra loro dalla S.P. 122 che corre parallelamente alla costa ( cfr. “La Copertura Botanico-Vegetazionale, Colturale e Faunistica” curata dal dott. Agronomo Saverio Internò e allegata al vigente P.U.G.).

La prima zona, che va dall’entroterra verso la costa ed ha come limite la suddetta strada provinciale, risulta essere fortemente antropizzata; le poche aree libere presentano spinti fenomeni di degrado della vegetazione e del suolo con la presenza di limitate aree colonizzate spontaneamente dalla flora autoctona. La sola tipologia di area a verde di una certa consistenza è quella ricostituita dall’uomo, per lo più come pertinenza delle abitazioni private, e quindi con copertura botanico-vegetazionale fortemente semplificata. La tipologia colturale è quella tipica del comprensorio con vigneti allevati a tendone irrigui o in asciutto, oliveti, per lo più secolari, a sesti ampi, inframmezzati da rari seminativi in asciutto.

Nella seconda zona, che va dalla strada verso il mare, la situazione della vegetazione cambia incrementandosi il numero di specie vegetali presenti, anche in virtù del fatto che vi sono maggiori aree libere, soprattutto in corrispondenza dei punti difficilmente accessibili o senza alcun interesse per la realizzazione di qualsiasi costruzione, dove si possono riscontrare modeste formazioni vegetative. Si possono rinvenire, in tali punti, i resti derivanti dalla degradazione di quella che originariamente doveva essere una foresta sempreverde, distrutta dai disboscamenti indiscriminati avvenuti decenni orsono, dai numerosi incendi provocati dall’uomo e dal pascolo. In tal modo si sono originate le attuali formazioni vegetali secondarie, in cui predominano le sclerofille sempreverdi, costituenti la caratteristica dell’orizzonte mediterraneo. Le formazioni rilevate sono macchie e garighe, tipiche soprattutto lungo i pendii o nelle aree con rilevanti salti di quota prospicienti la linea di riva. Tra le due formazioni, su tutta l’estensione del comprensorio, prevale però la gariga; volendo dare un elemento distintivo tra la macchia e la gariga possiamo assumere l’altezza delle specie che le compongono, la prima è costituita in genere da arbusti sempreverdi ad accrescimento limitato fino ad una altezza di 2 – 2.5 metri, mentre le garighe sono composte da arbusti sempreverdi, suffrutici e perenni erbacee con altezze inferiori ad 1.5 metri. Dal secondo tipo di formazione possiamo avere l’idea della frequenza degli incendi, in quanto costituita da specie con ciclo più breve rispetto alla macchia, e rappresenta un ulteriore degradazione rispetto alla macchia stessa. Le piante che le compongono appartengono alle diverse specie tra cui: Pinacee, Cupressacee, Mimosacee, Euforbiacee, Anacardiacee, ecc.

Diversa è la situazione rilevabile in gran parte delle aree lievemente in declivio, dove non è riscontrabile né la presenza della macchia né della gariga, ma solo dei gruppi delle essenze, prima citate, isolati tra loro, oltre alla presenza di erbacee perenni come lo spazzaforno, la canna comune, ecc. la quale grazie ai rizomi riesce a sopravvivere ai frequentissimi incendi.

Per quanto riguarda la fauna, essendo l’area fortemente antropizzata si sono potute rilevare ben poche tracce della presenza di animali, tranne che dei topi di campagna e ratti in prossimità delle abitazioni, oltre ad uccelli stanziali di piccole dimensioni.

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