Piano di emergenza

Premessa

Con la partecipazione all’Avviso Pubblico per la “Selezione di interventi per il rafforzamento delle strutture comunali di protezione civile”, nell’ambito del Programma Operativo FESR 2007/2013 – Azione 2.3.2, il Comune di Pulsano ha programmato la redazione del Piano comunale di protezione civile.

Per l’elaborazione del Piano è stata acquisita la metodologia indicata nel “Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di Protezione Civile”, predisposto dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, nonché le indicazioni suggerite dalle “Linee guida regionali per la pianificazione di emergenza in materia di protezione civile” (D.G.R. 255/2005), dalle nuove “Procedure di Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile per il rischio metereologico, idrogeologico ed idraulico” (Delibera Giunta Regionale 26 novembre 2013, n. 2181 pubblicata sul BURP n. 162 del 10/12/2013) e dal “Programma provinciale di previsione e prevenzione e Piano provinciale di emergenza della provincia di Taranto” (Deliberazione del Sub Commissario Prefettizio n. 45 del 07/04/2014).

Come chiarito dalle Linee guida regionali, il Piano comunale di protezione civile è un documento, finalizzato alla salvaguardia dei cittadini e dei beni, che costituisce lo strumento unitario di risposta coordinata del sistema locale di Protezione Civile a qualsiasi tipo di situazione di crisi o di emergenza avvalendosi delle conoscenze e delle risorse disponibili sul territorio. Il Piano:

  • Affida responsabilità all’amministrazione locale, alle strutture tecniche, alle organizzazione e agli individui per l’attivazione di specifiche azioni in via ordinaria, in caso di incombente pericolo o di emergenza.
  • Definisce la catena di comando e le modalità di coordinamento necessarie all’individuazione e all’attuazione degli interventi urgenti.
  • Individua le risorse umane e materiali necessarie per fronteggiare e superare le situazioni di emergenza.

Tutte queste attività hanno previsto una preliminare analisi di dettaglio della pericolosità, vulnerabilità e del rischio presenti sul territorio comunale in modo tale da ipotizzare successivamente i possibili scenari di evento ed elaborare il relativo modello di intervento.

Le linee guida e le indicazioni metodologiche degli strumenti normativi di cui sopra sono state applicate sviluppando una metodologia basata sull’utilizzo di sistemi informativi geografici (GIS). L’utilizzo di questa tecnologia ha consentito di produrre cartografie tematiche di dettaglio relative alle aree di interfaccia, alla pericolosità, alla vulnerabilità, al rischio e alle aree di emergenza, ma anche di costruire una banca dati geografica del territorio aggiornata, in grado di supportare l’Amministrazione comunale in ogni fase di Protezione Civile e di costituire la base per la creazione di un Piano dinamico, aggiornabile, facilmente estendibile ad altre tipologie di rischio.

Il Piano è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 48 del 28 agosto 2014 ed è consultabile presso l'Ufficio di Protezione Civile Comunale.

Supporto tecnico

Il supporto tecnico per l’aggiornamento del Piano è stato affidato alla società 3P LAB S.r.l. (www.3plab.it) che ha operato in stretta e continua collaborazione con la struttura comunale e, in particolare, con il settore Urbanistica, Lavori Pubblici, Igiene, Sanità.

Struttura del Piano comunale di protezione civile

Il Piano di protezione civile, è stato ideato e strutturato con l’obiettivo di creare uno strumento conoscitivo, informativo, ma soprattutto operativo in grado di dirigere e coordinare l’Amministrazione Comunale nella gestione delle emergenze sul territorio di sua competenza.

Tale obiettivo è stato conseguito integrando:

  • L’analisi e la mappatura dei principali rischi presenti sul territorio.
  • Il censimento delle risorse e l’individuazione delle aree di Protezione Civile (aree di ammassamento dei mezzi, aree di attesa e di accoglienza della popolazione, vie di fuga etc.).
  • La definizione di un modello di intervento di validità generale.

La struttura del Piano di protezione civile si articola nelle seguenti sezioni:

  • Dati di base. In questa sezione è presentato l’insieme dei dati raccolti al fine di ottenere un inquadramento generale del territorio comunale e che costituisce la base su cui si fonda la pianificazione in oggetto. Tale sezione è suddivisa nelle seguenti sottosezioni:
    • Inquadramento generale del territorio.
    • Cartografia di base.
    • Strumenti di pianificazione.
    • Base di conoscenza della protezione civile comunale.
  • Scenari di rischio. In questa sezione sono presentati gli scenari di rischio più probabili su cui è definito un modello di intervento della struttura comunale di protezione civile. Questa sezione è a sua volta suddivisa in:
  • Maggiori eventi attesi.
    • Rischio incendio di interfaccia.
    • Rischio sismico.
    • Rischio meteorologico.
    • Rischio idrogeologico e idraulico.
    • Rischio viabilità e trasporti.
    • Rischio industriale.
    • Rischio accidentale.
  • Lineamenti della pianificazione e strategia operativa, ovvero gli obiettivi che il Sindaco, in qualità di Autorità comunale di protezione civile, deve conseguire per fronteggiare le situazioni di emergenza. Questa sezione si articola in:
    • Struttura comunale di protezione civile: Sindaco, Responsabile del Servizio di protezione civile, Presidio Operativo, Presidio Territoriale, Centro Operativo Comunale, Volontariato locale.
    • Sistema di comando e controllo sovracomunale (DI.COMA.C., COR, CCS, COM).
    • Funzionalità delle telecomunicazioni.
    • Informazione alla popolazione e sistemi di allarme.
    • Censimento della popolazione.
    • Individuazione e verifica delle aree di emergenza: aree di attesa, di accoglienza e di ammassamento.
    • Soccorso ed evacuazione della popolazione.
    • Ripristino dei servizi essenziali.
    • Salvaguardia delle strutture ed infrastrutture a rischio.
    • Informatizzazione del Piano di protezione civile.
  • Modello di intervento. Questa sezione descrive l’assegnazione delle responsabilità e dei compiti nei vari livelli di comando e controllo per la gestione dell’emergenza a livello comunale. Il Modello di Intervento comprende il sistema di allertamento locale, l’inquadramento generale del sistema di allertamento nazionale e regionale relativamente al rischio meteorologico, idrogeologico e idraulico e al rischio incendio di interfaccia nonché le procedure operative suddivise per tipologia di rischio e dettagliate per singola Funzione di Supporto. Più in particolare questa sezione è così articolata:
    • Sistema di allertamento locale.
    • Rischio meteorologico, idrogeologico e idraulico: sistema di allertamento e procedure operative.
    • Rischio incendi boschivi e di interfaccia: obblighi per il Comune, divieti su aree a rischio di incendio boschivo, attività ad alto rischio esplosivo, obbligo di realizzazione delle fasce protettive, condizioni per la bruciatura delle stoppie, divieto di bruciatura della vegetazione spontanea su terreni incolti e a riposo, interventi di prevenzione negli oliveti e nei vigneti, prescrizioni generali ed attività di prevenzione, attività produttive e turistiche, sistema di allertamento e procedure operative.
    • Rischio sismico: procedure operative.
    • Rischio viabilità e trasporti: procedure operative.
    • Rischio tromba d’aria: procedure operative.
    • Rischio accidentale: procedure operative.
  • Cartografia. Comprende tutti gli elaborati cartografici a corredo del Piano di protezione civile comunale realizzati sulla base della cartografia regionale (CTR e ortofoto) e restituiti nel sistema WGS 84 UTM 33 N:
    • TAV. N. 01. Inquadramento territoriale e viabilità principale.
    • TAV N. 02. Rischio incendio di interfaccia. Perimetrazione degli insediamenti.
    • TAV N. 03A. Rischio incendio di interfaccia. Carta delle aree percorse dal fuoco su base CTR.
    • TAV N. 03B. Rischio incendio di interfaccia. Carta delle aree percorse dal fuoco su base ortofoto.
    • TAV N. 04. Rischio incendio di interfaccia. Carta della pericolosità.
    • TAV N. 05. Rischio incendio di interfaccia. Carta della vulnerabilità.
    • TAV N. 06A. Rischio incendio di interfaccia. Carta del rischio.
    • TAV N. 06B. Rischio incendio di interfaccia. Carta del rischio. Bosco Caggioni e Lido Silvana.
    • TAV N. 07. Carta delle aree costiere soggette a fenomeni di erosione e di crollo.
    • TAV N. 08A. Carta del modello di intervento.
    • TAV N. 08B. Carta del modello di intervento. Centro urbano.
    • TAV N. 08C. Carta del modello di intervento. Fascia costiera.
  • Verifica ed aggiornamento periodico del Piano, che riporta gli elementi fondamentali per “mantenere vivo” il Piano.
  • Considerazioni finali, con suggerimenti per indurre un processo di miglioramento continuo nella pianificazione vigente.
  • Acronimi e glossario.
  • Allegati. Comprende:
    • Modelli di avvisi, decreti e ordinanze sindacali.
    • Norme di autoprotezione della popolazione.
    • Banca dati della protezione civile comunale.
    • Elenco delle persone non autosufficienti.
    • Tabelle dei principali parametri meteorologici.

Vedi anche: Organizzazione